Monday, 4/7/2022 | 5:10 UTC+2
Consil Sindacato

Congedo parentale, le novità: estensione a 12 anni del congedo parzialmente indennizzato

È stato recentemente approvato dal Governo uno schema di decreto legislativo che recepisce direttive europee che mirano ad estendere i diritti dei lavoratori e introducono “misure per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro”. La direttiva in questione è 2019/1158, attraverso queste disposizioni si cerca di determinare un equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza. 

Non solo: le norme mirano anche a conseguire una più equa condivisione delle responsabilità tra uomini e donne promuovendo un’effettiva parità di genere, sia dal punto di vista del lavoro che della famiglia. 

Tra le nuove prescrizioni, c’è da segnalare quella che aumenta il limite di età da 6 a 12 anni del figlio per il quale si può chiedere il congedo parentale parzialmente indennizzato. Va inoltre segnalato che il congedo parentale coperto da indennità (30% della retribuzione) aumenta a nove mesi in totale. Il genitore solo vedrà l’estensione del suo congedo parentale da 10 ad 11 mesi (prima valeva solo da parte di entrambi con utilizzo di 5 mesi da parte paterna). 

Nel dettaglio, vediamo uno stralcio delle novità principali, come riportate in nota dal Ministero:

“entra pienamente a regime la nuova tipologia di congedo di paternità, obbligatorio e della durata di 10 giorni lavorativi fruibile dal padre lavoratore nell’arco temporale che va dai 2 mesi precedenti ai 5 successivi al parto, sia in caso di nascita sia di morte perinatale del bambino. Si tratta di un diritto autonomo e distinto spettante al padre lavoratore, accanto al congedo di paternità cosiddetto alternativo, che spetta soltanto nei casi di morte, grave infermità o abbandono del bambino da parte della madre; aumentata da 10 a 11 mesi la durata complessiva del diritto al congedo spettante al genitore solo, nell’ottica di un’azione positiva che venga incontro ai nuclei familiari monoparentali. Il livello della relativa indennità è del 30% della retribuzione, nella misura di 3 mesi intrasferibili per ciascun genitore, per un periodo totale complessivo pari a 6 mesi. A esso si aggiunge un ulteriore periodo di 3 mesi, trasferibile tra i genitori e fruibile in alternativa tra loro, cui è connessa un’indennità pari al 30% della retribuzione. Pertanto, fermi restando i limiti massimi di congedo parentale fruibili dai genitori, i mesi di congedo parentale coperto da indennità sono aumentati da 6 a 9 in totale. L’indennità spettante ai genitori, in alternativa tra loro, per il periodo di prolungamento fino a 3 anni del congedo parentale usufruito per il figlio in condizioni di disabilità grave è del 30%;
aumentata da 6 a 12 anni l’età del bambino entro cui i genitori, anche adottivi e affidatari possono usufruire del congedo parentale, indennizzato nei termini indicati nel punto precedente; esteso il diritto all’indennità di maternità in favore delle lavoratrici autonome e delle libere professioniste, anche per gli eventuali periodi di astensione anticipati per gravidanza a rischio; i datori di lavoro pubblici e privati che stipulano accordi per l’esecuzione della prestazione di lavoro in modalità agile sono tenuti a dare priorità alle richieste formulate dalle lavoratrici e dai lavoratori con figli fino a 12 anni di età o senza alcun limite di età nel caso di figli in condizioni di disabilità. La stessa priorità è riconosciuta da parte del datore di lavoro alle richieste dei lavoratori che siano 
caregivers” nota Ministero Lavoro.

About